Progetti

Antropologia e Cooperazione allo sviluppo sostenibile

 

Alla base di ogni pianificazione di qualsivoglia progetto di cooperazione allo sviluppo dovrebbe esserci innanzitutto un'analisi approfondita del tessuto sociale e culturale della comunità in cui il progetto vuole instaurarsi, compito dell'antropologia sociale e culturale, e la partecipazione ad ogni fase del processo di elaborazione del progetto, dalla prima formulazione alla stesura finale e alla sua applicazione, da parte dei beneficiari per individuarne le problematiche, i bisogni e le possibili soluzioni. La comunità beneficiaria deve essere soggetto attivo e partecipe.

Gli antropologi stranieri e locali sono chiamati a dare il loro contributo in ogni stadio del programma di sviluppo, dall'identificazione del progetto alla valutazione dell'impatto sulla comunità.

Il coinvolgimento degli antropologi nella cooperazione allo sviluppo ha dato vita a numerose problematiche e dubbi sul proprio ruolo e ha posto un'enfasi sull'interpretazione del termine "sviluppo", ancora così legato ai parametri e ai valori del mondo occidentale, quindi industrializzazione, urbanizzazione diffusa, agricoltura tecnicamente avanzata, alto livello di educazione diffusa.

La crisi di tale modello di sviluppo etnocentrico ha messo ancor più in evidenza che le varie culture sono entità fluide, soggette a continui cambiamenti, migrazioni, rivoluzioni, ibridazioni sociali e culturali, non più circoscritte entro confini geografici.

A fondamento, quindi, di un progetto di sviluppo che si voglia sostenibile, duraturo nel tempo e che non sia incentrato solo su fattori economici, va posta la ricerca, la metodologia e la pratica partecipativa, cioè i saperi locali. Va da sè che non esiste un modello unico e universale che può essere esportato a qualsiasi latitudine.

L'antropologo in tal senso può fungere da mediatore tra le due culture.

 

Progetto di empowerment dei residenti di

AL QARAFA Empowerment

 

Attualmente è allo studio un progetto di traduzione in lingua arabo-egiziano di una pubblicazione sulla storia del cimitero Al Qarafa, sia in forma scritta che su audiocassetta, da distribuire alle famiglie residenti della Città dei Morti del Cairo, al fine di consapevolizzare gli abitanti delle risorse culturali del territorio dove risiedono.

Molti dei residenti sono di origine contadina e provengono dal sud del paese o dalla regione del Delta, non conoscendo quindi la memoria storica del luogo ne sono ignari e quindi vittime dei pregiudizi che incombono sulla loro comunità.

Nella società egiziana, anche tra le persone più colte, si ignorano le origini e il formarsi del cimitero abitato cairota e le radici storiche di tale habitat. La motivazione più comune che viene addotta è la povertà degli abitanti che costretti da condizioni socio-economiche ristrette sono affluiti tra le tombe nel secolo scorso. In realtà l'habitat ha origini molto più antiche e risale al IX secolo e non è stato affatto dettato dalla povertà. A tuttoggi la realtà socio-economica del cimitero è estremamente variegata come dimostra anche lo studio dell'urbanista Galila El Kadi.

Il Progetto Empowerment Al Qarafa mira al superamento di tali pregiudizi attraverso azioni di empowerment dei locali. Metodologie di ricerca azione e pratiche inclusive che intendono valorizzare il capitale sociale locale di cui ogni membro della comunità è depositario ne determinano l'aspetto partecipativo. Il progetto prevede varie fasi preliminari di raccolta dati quantitativi e qualitativi, di studio e analisi, procedendo per quartieri (complessivamente in tutto il cimitero ne sono 17), a partire da quello di Al Ghafir.

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